Aste immobiliari, tra dilemmi etici e rischi di pessimi affari.

Aste immobiliari

È tutto oro quello che luccica?

Un saluto a tutti i lettori, sono Alessandra Palombo, avvocato del Foro di Larino, e collaboratrice interna del Team Vendo E Affitto come responsabile del settore aste.

Il tema delle aste immobiliari è particolarmente delicato: per un debitore che affronta il dramma di perdere un immobile c’è un creditore che intende acquistarlo, con tutte le eventuali problematiche connesse all’acquisizione del cespite.

La questione riguardante il debitore che si trova ad affrontare una procedura esecutiva può concernere vicende personali (perdita del lavoro, importanti spese familiari e/o salutari o situazioni contingenti che impediscono al malcapitato di tenere fede all’obbligazione contratta) o più semplicemente un investimento che non ha portato i risultati sperati.

Nel primo caso ci troviamo davanti ad un dilemma etico. Dunque mai ci permetteremo di consigliare di partecipare ad un’asta in cui il bene in esecuzione è la prima ed unica casa abitata da una famiglia in difficoltà. Il problema è principalmente morale, oltre che procedurale e costoso. Infatti, nell’ipotesi di partecipazione ed aggiudicazione di un immobile occupato, molto spesso l’ingiunzione di immediato rilascio dell’immobile da parte del giudice, non sortisce alcun effetto e, pertanto, bisogna avviare una procedura giudiziaria di sfratto per morosità nei confronti del debitore e della sua famiglia. Soltanto al termine della lunga trafila giudiziaria, ci troveremmo in possesso dell’immobile, ma con il peso di aver sfrattato una famiglia che si troverà senza un posto in cui vivere. Per questo sconsigliamo e sconsiglieremo sempre questo tipo di investimento, fosse anche il più conveniente del mondo!

Al contrario, nel secondo caso, trovandoci di fronte ad un immobile frutto di un investimento economico (non essendo l’unica unità immobiliare abitata dal debitore e dalla sua famiglia) non ravvisiamo tematiche etiche, ma la prospettiva di fare un buon affare.

In questa situazione attraverso le informazioni forniteci dall’istanza di vendita, dalla perizia del tecnico nominato dal giudice e dal delegato alle vendite possiamo visitare l’immobile e decidere se partecipare alla procedura o meno.

Ma queste informazioni sono sufficienti a valutare se si tratta di un buon affare? E, soprattutto, quando è davvero conveniente acquistare un immobile all’asta?

Farsi ingolosire dal prezzo basso di base d’asta può nascondere molte insidie. Qual è il prezzo giusto da pagare? Qual è lo stato di occupazione dell’immobile? Possiede tutte le conformità che mi permetteranno poi di abitarlo, rivenderlo, affittarlo? Oppure è solo una scatola vuota?

La verità è che le cose non sono semplici come appaiono. Tutt’altro. Oltre ad una reale valutazione economica e di mercato dell’immobile oggetto dell’asta, occorre districarsi nelle lungaggini burocratiche che la procedura impone: iscrizione all’asta, versamento della quota iniziale, estrarre copia di documenti contenuti nel fascicolo della cancelleria esecutiva del tribunale, nonché partecipare effettivamente all’asta con i rilanci (fino a quando conviene rilanciare?) e l’eventuale aggiudicazione. Insomma, una pratica che il singolo cittadino troverebbe sicuramente arduo ed ostico.

Per questo è essenziale avere un intero Team in grado di consigliare chi vuole beneficiare delle occasioni all’asta: il Team Vendo E Affitto mette a disposizione le mie competenze legali e quelle dei vari professionisti, quali geometri, architetti e tecnici, per avere la certezza che l’immobile di interesse sia valutato e che l’intera procedura esecutiva sia svolta nel migliore dei modi, senza rischi e al prezzo giusto!

Vendo e Affitto seleziona regolarmente le migliori occasioni all’asta e guida i propri clienti nella corretta scelta delle migliori occasioni: che sia una prima casa o che sia un investimento sicuro nel tempo

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